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La metro-sauna B di Roma

Non so quanti di voi abbiano avuto la traumatica esperienza di dover prendere la metro B di Roma nelle ultime settimane o, in generale, in una qualsiasi estate romana. L’ansia inizia già dalla discesa delle scale che portano verso la banchina che costeggia i binari. L’aria pesante, umida, calda odorante di stantio e vecchio misto a odori oleosi degli ingranaggi delle scale mobili preannuncia quello che ci sarà nei vagoni, senza aria condizionata, con 20 centimetri quadrati circa di spazio a passeggero. Già andrebbe meglio se applicassero ai mezzi pubblici le leggi sugli spazi minimi del trasporto degli animali (!).

Per non parlare poi di certi soggetti che ti capitano accanto, che puzzano peggio degli animali nelle stalle: sudore di giorni, puzzo di piedi per la maggiore, spesso puzza di alcol, ma a volte anche olezzi non meglio identificabili, che a distanza forzatamente ravvicinata è impossibile evitare o, almeno lenirne gli effetti mefitici.

Perché non esistono delle norme igieniche o un numero massimo di passeggeri per carrozza che garantiscano un viaggio dignitoso? E soprattutto che impongano al gestore della metro l’aria condizionata all’interno delle carrozze e un numero minimo di vagoni/viaggi all’ora che garantisca il non superamento della soglia massima di passeggeri per carrozza?

E se queste norme esistono perchè nessuno si preoccupa di farle rispettare?

Se il discorso si riconduce all’aumento di costi di gestione, che aumentino questi costi e anche i biglietti di conseguenza, se però poi si potrà “viaggiare” e non “attendere la fine del supplizio” com’è ora. Un’alternativa sarebbe anche cambiare la gestione, affidandola a persone più competenti e preoccupate dei diritti dei viaggiatori.

Il pensiero, poi, che la metro A abbia vagoni nuovi e con aria condizionata mi fa imbestialire (per restare in tema) non poco visto il medesimo costo del biglietto.

Infine i nuovi tornelli inseriti per limitare l’ingresso senza biglietto, finora, sempre sulla linea B, sembrano più un’inutile procedura che tartassa chi paga che altro, visto che nelle stazioni in cui ci sono i varchi per le uscite aperti, nessuno controlla chi da lì entra invece di uscire… E’ così difficile inserire il controllo del biglietto anche in uscita e chiudere tutto come in altre capitali europee? Inoltre ho già visto diminuire drasticamente il numero dei tornelli funzionanti in alcune stazioni. Aggiungiamo quindi a tutto quanto detto finora, anche le attese ai tornelli!

Se però questa trovata dovesse funzionare e gli introiti della società Met.ro. dovessero aumentare, spero che qualche dirigente (o chi per lui) destini un pensierino ai poveri viaggiatori sudati e ansanti della metro B. Spero non lo stesso che ha deciso di usare i fondi per installare i tornelli invece di aggiustare l’impianto dell’aria condizionata!

Ultima cosa, la cosiddetta “ciliegina sulla torta”: quale utilità ha un orario che termina alle 23.30 ed il sabato alle 00.30? Almeno un ora in più sarebbe gradita dalla maggior parte degli utilizzatori. Credo.

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2 commenti a La metro-sauna B di Roma

  1. sally
    July 12th, 2010 at 8:50

    leggo questo articolo e spero che sia datato 2010, invece è di ben 3 (TRE!) anni fa e mi sale ancora di più la rabbia perchè la situazione in 3 anni è rimasta la stessa.

  2. Alice
    July 14th, 2010 at 19:31

    …speriamo che presto rifacciano i treni della metro B come hanno fatto ormai 5/6 anni fa per la A ;) Per ora ne ho visto solo uno nuovo due volte in 2 anni! :s

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