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Berlusconi e la Costituzione italiana

Qualcuno dei consiglieri del Premier su questioni di democrazia e legislazione italiana (sempre che ne abbia) dovrebbe spiegargli che il potere esecutivo, di cui lui dispone, è sottoposto (cioè DEVE sottostare) alla Costituzione italiana, motivo per cui è richiesta una particolare tipologia di legge per effettuare delle modifiche costituzionali.

Lo stesso tipo di legge che sarebbe servita per introdurre nel nostro ordinamento la sospensione dei processi prevista dal c.d. Lodo Alfano.

Trattasi di legge costituzionale. Questa tipologia di legge richiede per la sua approvazione delle quote di voti favorevoli del Parlamento ben superiori a quelle della legge ordinaria e la ratio di questo risiede nella garanzia posta in questo modo all’integrità della legge costituzionale come superiore al volere, per definizione temporaneo, del governo in carica. Inoltre, essendo il potere esecutivo sottoposto alla Carta costituzionale (oltre che al Parlamento, ma questo ce lo siamo dimenticati un po’ tutti in Italia), è ovvio che un pinco pallino di Capo del Governo non può alzarsi una mattina e decidere di modificare quelle norme che ne regolano l’azione, proprio ponendo dei limiti. Se così fosse sarebbe minato lo stato di diritto, garantito dal principio della separazione dei poteri che applicato alle forme moderne di Stato democratico risale al ‘700, ma evidentemente ancora non è arrivato in casa di certi partiti nostrani. Per chi volesse approfondire l’argomento, soprattutto per chi concorda con il modo di (stra)fare di Berlusconi, qui potete trovare informazioni che potrebbero essere illuminanti http://it.wikipedia.org/wiki/Separazione_dei_poteri.

Non che l’attuale premier nasconda il fastidio dell’essere sottoposto ai limiti costituzionali. Infatti nelle ultime settimane ha attaccato in continuazione anche il Capo dello Stato e la Corte Costituzionale, altri organi su cui non ha potere e che viceversa hanno potere, pur anche essi nei loro limiti, sull’esecutivo.

Berlusconi non riesce proprio ad accettare questo bilanciamento dei poteri, che nel resto del mondo occidentale in molte varianti funziona alla perfezione. Sarà dovuto alla sua concezione molto “Luigi XIV” o napoleonica se si preferisce, del suo ruolo e del suo potere.

Che dire? Avrebbe dovuto nascere qualche secolo fa per mettere in pratica i suoi propositi.

Per nostra fortuna!

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