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Attenti ai politici!

Sono quasi le 23 e i dati di affluenza alle urne dicono che alle 22.00 l’affluenza per i tre referendum è intorno al 16%.

Desolazione! Politica e civica!

E’ vero che è diritto di ognuno di noi decidere di non andare a votare. E’ vero anche che esiste una legge che punisce chi istiga a non votare. E cosa abbiamo visto durante quest’ultima campagna elettorale? Parlamentari che istigavano a disertare le urne, violando sfacciatamente e impunemente la legge. Addirittura, Rocco Buttiglione, nel salotto di Bruno Vespa, sfidava spavaldamente la legge e le istituzioni dicendo di essere pronto ad essere arrestato, ma, ciò nonostante, lui invitava i cittadini a non votare.

Un parlamentare! Uno di quelli che fanno le leggi, dava un esempio da manuale di quanto valgono le leggi in Italia e quanto vengono considerate dagli stessi individui che le fanno!

E’ scandaloso!

Cosa succederebbe se io, egregio signor nessuno, alla prossima tornata elettorale andassi davanti ai seggi della mia circoscrizione a gridare con un megafono di non votare questa gente che se ne infischia delle regole democratiche e delle leggi? Ma è semplice, verrei arrestato nel giro di pochi secondi! E cosa succederà a Buttiglione, Cota e tanti altri che, in tv, spingevano la gente non votare, violando la legge?

Niente di niente! (Naturalmente, siamo in Italia, dove la politica spadroneggia!)

Ancora un pensiero. Stavolta si vota alle provinciali, alle comunali e ai tre referendum. Ma il quorum è previsto solo per il referendum! E perché mai?

Considerando i dati storici, secondo cui ad ogni elezione c’è una percentuale fisiologica di elettori che non vanno a votare perché non ne hanno voglia, perché strumentalizzare la libera azione di questi a vantaggio dei NO? Perché in questo modo, i sostenitori del no partono già avvantaggiati da quel 20% che abitualmente non vota e devono convincere solo il 30% degli elettori a non andare a votare per ottenere di fatto la vittoria del NO. Invece i sostenitori del SI devono comunque puntare al 50%.

Questo è BARARE!

A questo punto, per ripristinare le regole del gioco, la cosa migliore sarebbe eliminare il quorum dai referendum. In tal modo, io cittadino ho sempre il diritto di non votare, ma rinunciando ad esprimere il mio parere su questioni di interesse collettivo, mi rimetto al voto della maggioranza.

E’ democrazia, questa. Vuoi esercitare il diritto di non votare? Bene, fallo. Dovrai accettarne le conseguenze, cioè l’espressione di chi, invece, ha deciso di votare. Se invece la cosa ti da prurito, perché ci tieni che vinca una o l’altra posizione, allora vota.

Pensate che spettacolo, mai più spreco di soldi per referendum abortiti a causa del quorum, percentuali di affluenza sensibilmente più alte (perchè allora vorrò vederli i vari Buttiglione, Cota e compagnia bella, come si affanneranno a mobilitare il loro elettorato) e che vinca il migliore… ma piano con gli entusiasmi, l’Italia non è un paese democratico e i politici sono i primi a non volere regole uguali per tutti.

Cave politicum!

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