June 2018
M T W T F S S
« Dec    
 123
45678910
11121314151617
18192021222324
252627282930  

Categorie

Archivi

Gentle Giant Reunion? No, just Three Friends

Esistono dei percorsi predefiniti per la manifestazione del genio, dei patterns riconosciuti dai più che rendano evidente o inconfutabile un’espressione di genio?

E’ una manifestazione di genialità funzione del modo in cui viene esternata?

E’ possibile chiudere il genio in una scatola, o imprigionarlo in una lampada? Oppure esso è come l’acqua che sfugge al suo contenitore attraverso ogni minima fessura?

Ve le immaginate le molecole d’acqua in un contenitore che cercano una via di fuga? Non è che per caso, quello che la scienza chiama moto browniano non è altro che il frenetico, claustrofobico movimento alla ricerca di un’uscita?

E’ questo che ho pensato quando ho ascoltato per la prima volta i Gentle Giant, cercando di capire cosa pulsa nella testa di un musicista quando da vita a una musica che altro non può essere se non espressione di genio.
La prima cosa che si nota nella loro musica è la complessità delle partiture. In ogni loro brano convivono simultaneamente secoli di musica, passaggi ispirati a musiche medievali, sonorità barocche, le fughe e il contrappunto, il jazz, l’hard rock, il rock progressivo, di cui sono stati grandi alfieri.

Altra cosa che salta subito all’orecchio è la vastità di sonorità differenti che si possono distinguere, grazie al fatto che tutti i componenti sono polistrumentisti di altissima caratura, capaci, all’interno dello stesso brano, di cambiare più volte strumenti, passando dal basso elettrico al violino, poi alla tromba e poi ancora al basso, oppure dall’organo al violoncello e poi al vibrafono, disorientando piacevolmente l’ascoltatore davanti a questa sublime dimostrazione di genio musicale, impossibile da costringere dietro un solo strumento a suonare un unico e sempre uguale genere musicale.

Gentle Giant

Il gruppo è stato fondato nel 1970 dai fratelli Shulman, che già da soli potevano tranquillamente creare una mini-orchestra:

Derek: voce, basso, sax, flauto;
Ray: basso, tromba, violino, flauto, chitarra, voci;
Phil: voce e fiati;

A loro si uniscono

Gary Green: chitarra, flauto, voci;
Kerry Minnear: vari strumenti a tastiera (Hammond, minimoog, Clavinet C6, piano), violoncello, vibrafono, oboe, voce;
Martin Smith: batteria e percussioni;

Con questa formazione il gruppo da alla luce i primi due album, “Gentle Giant” e “Acquiring the taste”.
Ascoltandoli si può sentire chiaramente come il gruppo abbia come punto di partenza il rock progressivo inglese, riproposto dallo stile compositivo di Minnear, fortemente influenzato dai suoi studi classici in composizione alla Reale Accademia di Musica.

I brani degli album rivelano complesse partiture con arditi intrecci tra i vari strumenti, un uso sperimentale delle consonanze e delle dissonanze, strutture delle parti vocali e corali nuove e a volte stravaganti, progressioni armoniche inusuali, tempi dispari e ritmi spezzati, insomma un caleidoscopio musicale da ascoltare molte volte con attenzione per coglierne tutte le sfumature, e sono tante!

I due album riscuotono poco successo in patria, ma danno visibilità e apprezzamenti in tutto il resto d’Europa. In Italia, che negli anni settanta aveva un orecchio particolarmente attento al rock progressivo, erano molto popolari e apprezzati dalla stampa e dal pubblico, al punto di essere oggetto di diverse trasmissioni musicali alla Rai.

A questo punto Martin Smith decide di lasciare, a causa degli impegni sempre più intensi del gruppo, già impegnato in lunghi tour e faticosi concerti. Al suo posto entra Malcolm Mortimer e con questa formazione il gruppo registra il terzo album, il concept “Three Friends” che rivela un approccio più duro e quasi musicalmente intransigente, con composizioni più lunghe. Purtroppo, durante il tour successivo, Mortimer è coinvolto in un incidente stradale e deve lasciare permanentemente le bacchette a John Weathers, detto anche Pugwash come un personaggio di una serie televisiva TV degli anni ’50. Come vi dirò in seguito, tuttavia, il ruolo di Mortimer non finisce qui!

Gentle Giant

E’ con questa formazione che il gruppo registra quello che viene considerato come l’album della maturità “Octopus”, con cui riesce a sfondare anche negli USA, ma subito dopo Phil decide di lasciare il gruppo e dedicarsi alla sua famiglia.

Il gruppo continua in questa formazione la sua attività in studio e in concerto.

L’album successivo è “In a glass house”, considerato per molti il loro album migliore e più complesso, ma complesso al punto che non venne rilasciato negli USA perché troppo poco vendibile, salvo poi vendere, in barba ai discografici miopi, oltre 250000 copie per importazione solo negli Stati Uniti!

The power and the glory”, “Free Hand” e “Playing the fool” sono altri tre album di eccellente fattura che riscuotono grande successo in Europa, in USA e in Canada, e l’attività live del gruppo continua intensamente.
…E a questo punto purtroppo comincia la fase decrescente. Forse a causa della nascita di altri generi musicali (è il periodo del punk), forse per inseguire migliori successi commerciali, forse a causa di pressioni da parte della casa discografica, il gruppo comincia a realizzare album che il pubblico non riconosce all’altezza dei precedenti e la loro popolarità cala a picco nel giro di poco tempo.

Nel 1980 il gruppo si scioglie e nonostante i tentativi di alcuni dei membri, negli anni successivi, di rifondarlo, questo non accadrà, con dispiacere dei fan più affezionati.

E qui finisce questa breve storia dei Gentle Giant, ma forse non tutto è perduto!

Il 17 ottobre 2008 ha visto il debutto al Coolham Village Hall nel West Sussex in UK di un gruppo chiamato Rentle Giant e che vedeva alla chitarra Gary Green e alla batteria Malcolm Mortimore. Il gruppo ha suonato pezzi storici dei Gentle Giant come “Playing the game”, “In a Glass House”, “The House, the Street, the Room” e molti altri.

E sembra che l’alchimia del gigante gentile non abbia ancora esaurito i suoi effetti!

Dopo poco tempo al nucleo dei Rentle Giant si aggiunge anche Kerry Minnear e siccome la formazione richiama quella dei GG all’epoca dell’album Three Friends, il nome scelto dai nostri per questa nuova avventura musicale è proprio Three Friends.

Naturalmente non sono solo loro tre, ma contornati da altri validissimi musicisti; ecco la formazione completa:

Kerry Minnear: tastiere
Gary Green: chitarra
Malcolm Mortimer: batteria
Mick Wilson: voce
John Donaldson: tastiere
Andy Williams:  chitarra
Roger Carey: basso

Three Friends

Attualmente la loro proposta consiste nel repertorio dei Gentle Giant, ma la speranza è quella di vedere al più presto nuovi pezzi originali, e magari, perché no, un nuovo album.

La prima uscita ufficiale di questo nuovo supergruppo è stata il 16 aprile 2009 al Ropetackle Arts Centre in Shoreham-by-Sea (UK), ma sembra che l’agenda dei nostri giganti sia ben fitta di appuntamenti, tra cui, forse il più prestigioso è “Le festival des musiques progressives” di Montréal, Canada, il 12/13 settembre 2009, insieme a gruppi, pensate un po’, italianissimi come Le Orme e i veronesi DFA.

E’ proprio vero che nessuno è profeta in patria, soprattutto i geni!

Condividi:
  • Blogosphere News
  • del.icio.us
  • Facebook
  • LinkedIn
  • Google Bookmarks
  • Live

4 commenti a Gentle Giant Reunion? No, just Three Friends

  1. fedele
    May 29th, 2010 at 17:42

    …sono al cosidetto giro di boa della vita (50 anni)…. non riesco ancora a saziarmi di questa musica …Gentle Giant, King Crimson, Genesis (i primi con Peter Gabriel,altro genio) Emerson Lake & Palmer, Gong, Van der Graft Generator……in Italia PFM, Le ORME, il Banco del Mutuo Soccorso….riescono ancora ad emozionarmi!

  2. Bianconiglio
    May 30th, 2010 at 23:10

    A mio avviso gli anni settanta sono stati un periodo indimenticabile per la qualità della musica prodotta.
    L’Italia da sola è riuscita a partorire gruppi che nulla avevano da invidiare ai colleghi inglesi.
    Ho cercato e scavato nella musica italiana di quel periodo e ho trovato vere e proprie perle musicali di gruppi sconosciuti.
    Quanta creatività, quanta voglia di innovare.

    Ora tutto sembra irrimediabilmente perduto. O quasi.

    Se posso darti un suggerimento, magari superfluo se già li conosci, ascolta “La maschera di cera” un grande gruppo di rock progressivo italiano, attualmente nel pieno della loro attività, che hanno un notevole successo anche oltreoceano, e hanno raccolto fieramente la bandiera del prog italiano, ormai a terra da troppo tempo.
    In particolare, ti consiglio l’album “Luxade”, del 2006, ma proprio il mese scorso è uscito il loro ultimo dal titolo “Petali di fuoco”, molto bello.
    Per approfondimenti, questo è il loro sito:
    http://www.mascheradicera.com/

  3. Prog
    June 29th, 2012 at 23:45

    Cercavo un’immagine dei Gentle Giant ed eccomi su questo sito. :)
    Che dire, sono un gruppo favoloso. Sono un grande amante del Rock Progressivo e trovo che sia la massima espressione artistica del Rock. Non direi che è tutto perduto perché c’è ancora chi lo ascolta e le nuove generazioni non sono una totale massa di ignoranti.
    Conosco gente di 15 anni che ascolta Prog. Io lo ascolto da quando avevo 18 anni (ora ne ho 22… 23 tra 1 mese e 1 giorno) ed è tutto incominciato grazie ai Queen che, pur avendo uno stile tutto loro, credo possano entrare a pieno titolo tra i gruppi Progressive.
    Suono il basso in un gruppo e mi piacerebbe tanto fare Prog e dei GG adoro tanto la canzone Three Friends con quei cori meravigliosi. Piano piano ci arriveremo anche se ci serve un tastierista.

    Complimenti per il sito.

    Ciao!

  4. Alice
    July 23rd, 2012 at 13:47

    Grazie Prog.
    In bocca al lupo per il tuo gruppo!

Lascia un commento

Puoi usare questi tags HTML

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>