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Gheddafi e Obama

Certo è difficile scegliere se stare dalla parte di Obama e degli Stati Uniti d’America oppure di Gheddafi e della Libia. O per essere più precisi, per me la scelta è solo in una direzione, ovvia per molti! Per il nostro Premier invece, sembra non essere un problema accogliere in pompa magna un dittatore che non rispetta i diritti umani nel suo Paese, farsi mettere i piedi in testa (ed insieme a lui, a tutta la nazione e soprattutto agli psicolabili che lo hanno per l’ennesima volta votato), regalargli aree magnifiche di Roma in uso esclusivo per giorni e perdonare come “originalità” il mancato rispetto delle istituzioni italiane e del protocollo internazionale. Però forse un comportamento da bullo di quartiere era prevedibile da parte di un personaggio del genere e poi credo che non tantissimi altri stati occidentali lo abbiano mai invitato dandogli tutta questa importanza che non merita assolutamente, quindi ha approfittato…quando gli ricapiterà mai in occidente! A me la sua visita non ha fatto per nulla piacere, non sentivo la mancanza di un rapporto così stretto (vedi foto) con un capo di stato del suo livello e neanche dell’accordo osceno che abbiamo fatto con lui! Ringrazio Fini per aver usato la fermezza necessaria per richiamare alla dignità la situazione paradossale che si era creata alla Camera in attesa del soggetto per oltre due ore! Merita un cenno anche il riferimento ad una commissione italiana che verifichi le condizioni dei disperati stipati nei campi di raccolta libici.

Saluto tra il dittatore libico ed il Premier italiano a Roma (fonte: Repubblica.it)

E non voglio approfondire sull’indifferenza del Premier alla vista della foto dell’eroe libico tra i fascisti… Oltre che assolutamente di cattivo gusto, il gesto è alquanto offensivo per il paese ospitante, ma il bagaglio di conoscenze storiche di Berlusconi spazierà probabilmente da quando girava in crociera a fare il cantante a quando è diventato presidente del consiglio, passando per qualche televisione, rapporti con stallieri poco raccomandabili e ufficiali della Guardia di Finanza non migliori! Tutto il resto non conta!

Dalle dichiarazioni di Berlusconi al convegno di Confindustria del 13/06/2009: “Bisogna anche considerare quale è stata la vera storia: c’era una ferita che bisognava chiudere. Io mi sono applicato per questo, sono riuscito ad avere l’amicizia di Gheddafi che è uno intelligentissimo, d’altronde se è a capo da quarant’anni evidentemente è uno che ci sa fare. Ha dei suoi risvolti di originalità che bisogna capire. Ma si mettono qualità e difetti sulla bilancia. Io ho ritenuto di potere portare avanti questo rapporto per l’Italia fondato sul rapporto personale e la conclusione è stato l’accordo” (Fonte: API.COM).

Bene! Si evincono da queste dichiarazioni una serie di informazioni sulla concezione del mondo di Berlusconi:

  1. E’ convinto di aver fatto qualcosa di importante nel regalare soldi e infrastrutture ad uno Stato che finora non ha mai rispettato nessuno degli accordi precedenti, partendo dal presupposto che ci fosse un risarcimento da dare allo stato libico, quando questo non è assolutamente vero dato che l’Italia attuale non ha nulla a che fare con l’Italia fascista che ha occupato la Libia; ha interpellato i milioni di Italiani rispediti in patria a cui la Libia ha confiscato le proprietà? Le abbiamo sottratte dai 200 milioni che gli daremo ogni anno per 25 anni?
  2. Un capo di Stato che deteniene il potere da 40 anni non è uno che “ci sa fare”, ma un dittatore; e da questo è evidente che i vocaboli “democrazia” e “libertà” di cui si riempie in continuazione la bocca non sono stati ancora appresi fino in fondo, dovrebbe applicarsi di più.
  3. I risvolti di originalità sono interessanti in un uomo di spettacolo, in un qualsiasi uomo che non rappresenta milioni di persone ed un intero Stato sovrano! E non mi riferisco solo a Gheddafi ovviamente! Quanto al doverli capire poi, mi riservo di analizzare caso per caso.
  4. Un rapporto personale è un rapporto tra due persone in cui entrambe sono libere di trattare l’altro e/o farsi trattare come meglio credono nel rispetto delle leggi dello Stato in cui vivono. Un rapporto tra Stati è un rapporto improntato al rispetto per l’altro e alla diplomazia nelle relazioni perché gli interessi dell’uno o dell’altro non prevalgano, dato che di interessi economici si parla, nascondendosi spesso dietro simpatie tra i popoli o affinità di qualche genere tra le culture. Ma alla fine l’interesse ultimo è per ognuno degli Stati il benessere del proprio popolo. Non capisco chi abbia dato a Berlusconi il mandato di trattare l’Italia come un proprio giocattolo personale di cui può disporre come meglio crede e soprattutto, come pensa di avere il diritto di decidere per una nazione sulla base del suo rapporto di simpatia del tutto personale con un dittatore del genere. Non è che se uno dei due soggetti che confabulano e ridacchiano della mia nazione sotto una tenda beduina, è il mio stesso Presidente del Consiglio, allora io mi sento più tranquilla e tutelata e adotto l’atteggiamento bonario del genitore che vede i figli fare una marachella!!! 200 milioni di euro per 25 anni!!!

E per tornare alla riflessione di apertura, io invece se fossi Berlusconi mi preoccuperei (e non poco) dell’assoluta indifferenza che ci sta riservando Obama. Una tale presa di distanza da parte di uno Stato che ci è sempre stato amico negli ultimi 60 anni non dovrebbe essere sottovalutata, perché è un chiaro segnale del fatto che, anche se all’interno della nazione c’è una buona parte di italiani che osanna lo psiconano (per fare una citazione che ha suscitato molte polemiche in questi giorni), all’estero invece iniziano a perdere la pazienza ed a considerare il nostro paese alla stregua dei paesi di serie B. Non che questa considerazione stia nascendo ora! Sono anni che lentamente i vari Stati occidentali si allontanano dall’Italia, che i giornali esteri riportano certi comportamenti del Premier non proprio istituzionali, che fanno riferimento al conflitto di interessi come una situazione non compatibile che l’incarico pubblico. Però negli ultimi mesi c’è stato un cambiamento radicale, un palesarsi esplicito dell’insofferenza di Europa e USA ai comportamenti del Premier italiano e la contrarietà ad alcune leggi entrate in vigore nell’ultimo anno. Tale insofferenza oramai ha valicato anche i confini dei normali rapporti di cortesia istituzionale, tanto che Obama, il Presidente della più grande democrazia al mondo, ha apertamento preso posizione in contrasto con quello che ha fatto per 8 anni il suo precedessore e spero che non sia il capofila di una nuova politica estera verso l’Italia, che significherebbe essere destinati a rimanere nell’ombra nelle grandi decisioni globali.  E non è una bella cosa per uno Stato che nel pre-Berlusconi era la V potenza mondiale! La presa di posizione di Obama e lo stretto rapporto con Gheddafi, tra l’altro, dovrebbe dar da pensare a quegli italiani che ancora votano Berlusconi pensando che sia liberale!

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1 commento a Gheddafi e Obama

  1. Bianconiglio
    June 14th, 2009 at 12:48

    Eh, dittatori si nasce… e loro, ahinoi, lo nacquero!

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