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Metro Milano: carrozze per milanesi

A 54 anni dall’episodio che rese famosa Rosa Parks, prima donna nera a ribellarsi alla discriminazione che in America imponeva alle minoranze di sedersi in autobus solo dopo che l’ultimo dei bianchi avesse avuto il suo posto a sedere, la Lega in Italia, dimostrando di essere di un arretratezza culturale seconda solo (probabilmente) alla sua ignoranza, presenta una proposta di legge in comune a Milano, chiedendo che si riservino delle carrozze della metro appositamente per i meneghini.

L’idiozia della richiesta parla da sè. Ed è tale e tanta (l’idiozia) che a me sembra più probabile che sia una delle tante ciniche manovre elettorali, dato il periodo, che servono a rinfocolare il senso di appartenenza del popolo leghista. E se così fosse sarebbe anche tanto meglio, dato l’abisso senza fondo di mancanza di rispetto della nostra Costituzione che cavalchiamo oramai da quasi 20.

Ogni volta che sento proposte di questo tenore non posso non pensare a quanto illuminati fossero quelli che la scrissero oltre 60 anni fa, soprattutto se paragonati a questi loro nipoti contemporanei, che lungi dal riuscire a guardare oltre il loro orticello padano (o milanese in questo caso), non riescono evidentemente nemmeno ad avvicinarsi a comprendere lo sforzo fatto nella redazione della Carta perchè fosse il più pluralista possibile in modo da garantire il ventaglio più ampio di diritti, proprio in contrasto con quelle che furono le restrizioni delle libertà civili del periodo fascista.

E’ evidente anche da queste proposte come nella memoria colletiva nazionale, quello che fu il periodo fascista, sta andato nel dimenticatoio e ci sono forze politiche che si prodigano attivamente per accelerare il processo.

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3 commenti a Metro Milano: carrozze per milanesi

  1. Fabio
    May 10th, 2009 at 14:35

    Quoto in toto e aggiungo:
    1) Il mese scorso sono stato a Milano e ho visto 2 scene di razzismo in tre giorni.
    2) Ieri sera, curiosamente, ero a cena da una mia amica polacca, e con noi c’erano altri nostri amici bosniaci, una croata, un mio amico italiano e due irlandesi. In pratica i padroni di casa, gli irlandesi erano la minoranza.
    Durante la serata mi hanno fatto leggere le dichiarazioni di Berlusconi contro un’italia multietnica e mi sono vergognato.
    3) La battuta di Di Pietro: “Allora neghiamo l’ingresso anche ad Obama” mi lascia una speranza, non siamo proprio tutti stronzi.
    Ciao!

  2. Alice
    May 10th, 2009 at 17:59

    … e magari, con i tuoi amici, il discorso è caduto anche sull’episodio dei clandestini rispediti in Libia con la scusa che non fossero ancora in acque italiane… La nostra marina, praticamente, si trova sullo spartiacque tra acque nazionali ed acque internazionali con l’ordine di fare di tutto per evitare che le carrette sorpassino il limite che ci costringerebbe a traghettarle su suolo italiano. La parte più drammatica dell’ordine credo sia chiudersi gli occhi davanti a bambini (e neonati), donne incinte, vecchi, malati e disperati. Ma cosa ci si può aspettare da un Governo che in questa faccenda ha chiuso gli occhi sui diritti umani, negando con questa nuova tattica, a chi ne avesse avuto il diritto, la possibilità di chiedere asilo politico, negando le cure a chi fosse ammalato.
    Non bisogna poi dimenticare l’altra faccia della faccenda, il fatto che più o meno volontariamente, queste notizie (insieme alle beghe di letto di Berlusconi) tolgono luce a fatti realmente importanti che dovrebbero essere portati all’attenzione della cittadinanza.
    Ed in questo ha colpa anche l’autocensura ossequiosa dei giornalisti.

  3. Bianconiglio
    May 10th, 2009 at 18:27

    Già, ma quello che mi lascia ancor più sgomento è vedere i tanti benemeriti “Signor Qualunque” che vestendo la maschera del dotto sapiente onniscente, dietro una profonda smorfia di convinta partecipazione, si dispiacciono dell’accaduto pur manifestando però totale supporto all’azione del governo, quale unica e possibile per la salvaguardia della purezza di questa rara specie in via di estinzione che è il “povero italiano medio”.

    Affermo sempre più convintamente che i governanti di una nazione rappresentano in modo inequivocabile gli elettori che li hanno votati!

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