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Povera patria!

Parafrasando una bellissima canzone di Franco Battiato, mi accingo a consigliarvi un link che potrebbe illuminarvi in questi periodi sempre peggiori e sempre più tristi che viviamo negli ultimi anni (decenni?)

Ben avviati verso la decadenza infinita, negli ultimi giorni non sentiamo parlare di altro che della Nuova Compagnia Italiana, araba fenice dell’ex compagnia di bandiera nazionale, l’Alitalia.

Tutta la storia di Alitalia è sempre stata attorniata da tentativi più o meno maldestri (ed a volte illegali) di recupero dell’azienda. Ha divorato nei decenni miliardi di lire prima e milioni di euro dopo, è sfuggita per chissà quali manovre di palazzo (e accordi più o meno discutibili tra politica ed economia) al salvataggio da parte di AirFrance, che sembrava la peggiore delle fini possibili. E tutto ciò per approdare in uno squallido pastrocchio berlusconiano che se ne frega (direi ’sbaxxe’ o ‘foxxe’ se non fosse vietato dalla Netiquette) di qualsiasi legge che vieta l’intromissione degli Stati nel libero mercato. L’aggettivo berlusconiano sta per: torbido intruglio tra politico, economico (e varie, per cui non entro nei dettagli).

Cosa diventerà questa (ex)Alitalia? Sarà divisa in due società: una buona, che sarà spartita tra i migliori mecenati dell’economia italica, a cui mancava questa fonte di guadagno, mancanza alla quale ha ottemperato l’amico Silvio, noto mecenate italico anche egli; ed una cattiva di cui si occuperanno quasi 60 milioni di italiani che, chi più chi meno, paga le sue tasse per avere qualche concessione da regime (diritto è una parola troppo grossa per i tempi che corrono).

Bene, evidentemente il motto che si usava fino a qualche mese fa: “Salvare Alitalia” è stato da me evidentemente frainteso, visto che nel concetto di salvataggio è insita una componente di rischio da parte del salvatore, che i signori su menzionati (i nostri italici salvatori) non vedranno neanche da lontano, trovandosi a prezzi (sicuramente) di favore, servita su un piatto d’argento, tutta la parte funzionante dell’azienda, leggi: strutture, aerei, personale qualificato, marchio, clientela, ecc. Oh, che italico sacrificio! Mi commuove tanta generosità.

Paradossalmente AirFrance sarebbe stata più patriottica!

Ah, stavo dimenticando il link:

http://www.attivissimo.net/me/motivi_italia_uk.htm

Spero che vi illumini.

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3 commenti a Povera patria!

  1. Fabio
    September 2nd, 2008 at 23:23

    Eh si, mi trovo d’accordo con te: Povera Italia!
    Amo il mio paese ma ora come ora siamo proprio messi male.
    Pensa che io alla fine ho pensato di emigrare ed ora vivo a Dublino.
    Speriamo però di riprenderci, speriamo un qualche miracolo, se siamo fortunati un aereo in avaria precipita sulla casa del nostro amatissimo presidente!
    PS. ho trovato il tuo blog facendo ricerche sul GUITAR LINK UCG102.
    Immagino che anche tu sia una chitarrista, mi sapresti dire come lo hai trovato?
    Grazie 1000!
    A presto!
    Fabio

  2. Alice
    September 2nd, 2008 at 23:38

    Più che una chitarrista, direi che ho studiato chitarra moderna per alcuni mesi. Sorvoliamo sulla fine dell’avventura. :)
    L’ho trovata un pò rumorosa, però da quello che ho letto in giro sui componenti della Behringer in generale, è lo scotto che si paga per il prezzo economico. Nel complesso direi che per un uso non professionale va più che bene, la latenza è davvero bassa!
    Allora quando mi sistemerò in Inghilterra ci berremo una birra insieme alla salute dell’Italia rediviva! :D

  3. Fabio
    September 2nd, 2008 at 23:58

    Bhé visto il prezzo va benissimo un pochino di rumore.
    Non si può mai dire di no ad una bevuta, se passi da queste verdi terre fammelo sapere!
    Ciao!

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