Un Paese senza solidarietÃ
L’episodio di Brescia, del Comune che toglie il cibo agli scolari i cui genitori non pagano la retta della mensa, mi ha sconvolto parecchio, soprattutto negli ultimi risvolti.
Garantire il cibo e la parità di trattamento ai bambini dovrebbe essere un’esigenza superiore al mero bilancio entrate/uscite del Comune e dovrebbe anche essere una questione slegata dalle beghe tra adulti.
Comprendo la motivazione di “educazione” e “punizione” insita nel provvedimento comunale, ma non la condivido, soprattutto nei casi di famiglie oggettivamente povere, dati di cui il Comune è in possesso.
Comprendo anche il senso di ingiustizia di quei genitori che fanno sacrifici per pagare le rette dei loro figli e vedono che altri pur non pagandole, usufruiscono degli stessi benefici.
Non mi sconvolge tanto neanche il comportamento del sindaco, che essendo leghista, è ontologicamente razzista nei confronti dei diversi, che siano poveri o di un’altra nazione, peggio se entrambe le cose.
La cosa che davvero mi ha lasciato basita è stata la reazione di quei genitori che al pagamento delle rette arretrate da parte di colui che è ormai noto alle cronache come “l’imprenditore benefattore”, hanno protestato chiedendo che si accolli anche le spese dei loro figli.
Mi chiedo: ma a questi bambini coinvolti loro malgrado, umiliati nelle mense con un panino vuoto e una bottiglia di acqua, non ci pensa nessuno? Non capiscono che l’integrazione deve iniziare da piccoli per funzionare e che non riguarda solo i figli degli extracomunitari, ma tutti quei bambini che senza loro colpa, se non essere figli dei loro genitori, vengono esclusi dalla società e marchiati come “diversi”.
Invece di commuoversi ipocritamente quando passano per televisione i video dei bambini africani denutriti, inizino a guardare sotto il loro naso!
I bambini sono tutti uguali, in tutte le parti del mondo e dappertutto hanno bisogno di essere tutelati e difesi, anche dai loro genitori!









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